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Intervista con Jeremy Paul Bagai
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[ Indice interviste > Jeremy Paul Bagai
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Jeremy Paul Bagai
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Intervista rilasciata a Michael Strato il 13.10.2001
© 2002 by GammonVillage: è vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti di questa intervista. |
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Presentazione
Jeremy Bagai ha 32 anni è cresciuto a Los Angeles ed ora vive a Philadelphia dove ha completato il dottorato in
Psicologia all'Universita' della Pennsylavania.
Ha insegnato Negoziazioni e Teoria Decisionale alla Wharton School of
Bussiness. Ma sembra che ci sia una svolta alla sua carriera….
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Ciao Jeremy e benvenuto a GammonVillage.
Ciao Micheal. Grazie per avermi invitato.
Parlaci un po' di te.
Ho 32 anni. Sono cresciuto a Los Angeles e ho studiato all'Universita' Berkley, che mi e' piaciuta molto.
Allora non ero un giocatore di backgammon, ma ho imparato a scommettere giocando a biliardo, piu' tardi mi
appassionai a fare il giocoliere (smisi appena riuscii a gestire 5 palle contemporaneamente).
Poi mi sono spostato a Philadelphia dove ho completato il dottorato in Psicologia all'Universita' della Pennsylavania,
dove ho studiato Giudizio e Decisioni: cosa pensiamo delle probabilita' e dei rischi; come fare le scelte;
perche' facciamo errori. Da allora ho insegnato Negoziazioni e Teoria Decisionale alla Wharton School of
Bussiness. Ma una svolta alla mia carriera potrebbe essere all'orizzonte….
Quando e come hai iniziato a giocare a backgammon, cosa ti attrae del gioco e che metodi hai usato per migliorare le
tue capacita'?
E' stato un amico del liceo che nel 1989 mi mostro' il backgammon. Dopo una settimana pensavo di aver
capito il gioco, ed ero incredulo perche' il mio amico continuava a battermi. Quindi comprai il primo libro
che mi capito', Jacoby & Crawford Backgammon Book, e ne rimasi catturato. Al contrario dei libri di scacchi che
lessi (senza capire), questo era divertente da leggere. I concetti avevano immediatamente senso. Sapevo di aver
trovato quello che faceva per me. Iniziai a studiare tutto cio' che riuscii a trovare sul backgammon ed ancora oggi
non ho smesso.
Come hai iniziato a partecipare ai tornei, quail sono quelli a cui partecipi ogni anno, e parlaci delle tue
vittorie?
Vivo sulla costa Orientale degli Stati Uniti, di conseguenza questi tornei mi rimangono piu' comodi.
Ho giocato anche in Europa nelle ultime due estati. I miei migliori risultati comprendono Asian Championship
1996 (2do posto), Indiana Open 2000 (1mo Cons., 1mo/2do parimerito al Master, 1mo al WarmUp), e nel 2001 a Monte Carlo
(2do al Super Jackpot). Di solito giocavo a uno o due tornei nei weekend all'anno, adesso arrivo anche a farne cinque
o sei.
Il tuo nuovo libro "Classic Backgammon Revisited", prende in esame piu' di 100 errori in diversi libri di
Backgammon pubblicati nel passato. Perche' hai scelto questo argomento per il tuo libro, e dicci autori e titoli?
Perche' ho scritto questo libro? La risposta piu' semplice e' che volevo veramente leggere questo libro.
L'idea mi e' venuta nel luglio del 1999. Snowie e Jelly Fish avevano gia' trasformato la nostra visione del gioco,
ma mi accorsi di avere ancora problemi a staccarmi da vecchi concetti. (Forse dovuto al fatto che ho passato piu'
tempo a studiare libri degli anni 70 e 80 che non a giocare).
Usare i computer per analizzare le mie partite era grandioso, ma quello che mi serviva per sorpassare i miei concetti
obsoleti era esaminare quelle concezioni alla sorgente.
Come ho cominciato a fare quell'errore? Volevo sapere cosa sarebbero stati in grado di dirmi i computer sui classici testi
di backgammon. Un ora piu' tardi mi accorsi di aver delineato un libro. Due anni piu' tardi ero finalmente in grado di
leggerlo.
Scelsi di riesaminare quei libri che hanno piu' influenzato, sia me che la comunita' in generale.
Non che questi libri abbiano piu' errori di altri, piuttosto hanno avuto un audience ed un effetto piu' esteso.
Questi sono i classici e sono:
"The Backgammon Book" by Oswald Jacoby and John Crawford (1970);
"Backgammon" by Paul Magriel (1976);
"Backgammon for Profit" by Joe Dwek (1976);
"Paradoxes and Probabilities" by Barclay Cooke (1978);
"Advanced Backgammon" by Bill Robertie (1984, revised and expanded 1991).
Come hai rilevato questi errori e perche' sono errori? Sono quelli che Snowie chiama blunders? Pensi siano dovuti
ad insufficienti rollouts o piuttosto allo stile personale dei giocatori di quel periodo?
Ho inserito tutte le posizioni di quei cinque libri su Snowie, e chiesto una veloce analisi 3-ply.
Se Snowie pensava che la soluzione dell'autore fosse decisamente corretta (la prossima migliore mossa era
.05 punti-per-partita peggiore), allora lasciavo stare. Se Snowie pensava che c'erano altre mosse molto vicine,
allora iniziavo a fare rollout.
Il libro e' costituito da quei problemi in cui i rollout di Snowie hanno trovato mosse migliori con un margine
superiore ai .05 p.p.g. (punti per partita). Il 5% e' un criterio conservatore. Questi sono grandi errori.
Gli errori erano originariamente dovuti allo stile personale o ad insufficienti rollouts? Posso solo indovinare,
ma da quello che so i rollout a mano non erano molto comuni prima degli anni 80. Dwek riporta di un rollout manuale
effettuato cento volte, ma questa e' una rara eccezione.
Credo che i blunders (e le illuminazioni) dei libri piu' vecchi riflettono le concezioni degli autori del gioco di
quel momento. Robertie, comunque, ha effettuato rollouts, e li ha riportati. Gli altri possono averne effettuati,
ma sicuramente Robertie e' il primo a scrivere del backgammon in una chiave empirica.
E si, alcuni degli errori di Robertie sono quelli che ti aspetti facendo un rollout 108 volte, anzicche' 10,800.
Gli errori presi in considerazione sono esclusivamente quelli illustrati nei diagrammi o hai riscontrato
discrepanze nelle parti scritte dei testi?
Ho esaminato solo le posizioni sui diagrammi. Quando devi esaminare nozioni generali non sai da che parte andare.
In che tipo di posizioni hai riscontrato il maggior numero di errori? Nello slotting, priming, raddoppio o situazioni
in corsa? Hai notato un certo flusso?
Non ho riscontrato errori nella corsa o nei bear-offs, per l'ovvia ragione che sono situazioni piu' facili da valutare.
Ogni altra situazione e' ben rappresentata. Difatti, uno degli aspetti dei quail sono piu' soddisfatto e' che il libro
sembra in generale un testo di backgammon, con capitoli sull'apertura, gioco intermendio, prime contro prime, rientri,
backgames, e fine contatto.
Sentendo gli esperti, ci sono solo due o tre libri che un principiante dovrebbe leggere per una buona partenza di
backgammon. Visto che c'e' ancora molto di valido da imparare da questi libri sui quali hai scritto, e la gente
continuera' a comprarli, possiamo dire che il tuo libro puo' essere usato come riferimento per anticipare gli errori
commessi dagli autori e come strumento per migliorare l'esperienza didattica che si puo' ottenere da questi testi?
Questo e' esattamente il modo in cui vorrei che il mio libro fosse usato. Per esempio, farebbe ridere l'idea che il mio
libro potesse, in qualche modo, sostituire quello di Magriel. Sono sicuro che fra cinquecento anni, se ci sara' ancora
gente che giochera' a backgammon, questa gente leggera' Magriel. Come dici tu, spero che il mio libro migliori l'esperienza
didattica dei testi classici.
Data la situazione odierna, in cui molti siti pubblicano posizioni e match annotati, qual'e' la tua previsione circa
la pubblicazione di libri di backgammon, e quale secondo te un buon libro di backgammon oggi?
Penso che Internet in generale, e il tuo sito in particolare, e' fantastico per il backgammon. E' molto piu' facile
trovare risorse, informazioni in generale, aver il parere di un esperto su una posizione, di quanto lo fosse qualche
anno fa. E i servers certamente hanno avuto un incredibile impatto. Tutto questo e' ottimo. Ed e' positivo anche per
il futuro dei libri di backgammon, semplicemente perche' Internet porta attrae piu' gente verso il backgammon, e questa
gente prima o poi vorra' leggere dei libri.
Credi che i contenuti disponibili su Internet faranno sembrare i libri obsoleti?
Non credo. I siti web sono efficaci per riportare notizie. I libri sono ancora il miglior mezzo per sviluppare un' idea.
Inoltre lo standard qualitativo dei libri e' migliorato con l'avvento degli elaboratori.
Prima del 1995, un autore poteva farla franca con un commento tipo "Non conosco la risposta esatta, ma vi diro'
l'approccio di un esperto a questa posizione …. " e anche se aveva torto marcio, voi avreste comunque imparato qualcosa.
Oggi, non ci sono scuse per fornire informazioni sbagliate, un autore usa un 'bot nella stessa maniera in cui userebbe
uno spell-check.
Il rischio adesso e' quello di un analisi tipo "E' giusto giocare sicuri perche' lo hanno dimostrato I rollout".
La migliore analisi, non solo mette la posizione sotto il microscopio, ma sviluppa anche concetti e matrici applicabili
a posizioni simili. Dovrebbe essere utile. I computer non lo fanno, danno solamente delle cifre.
Un buon libro di backgammon costruisce intorno dei concetti. Questa e' la qualita' che rende Robertie un autore autorevole.
Per esempio, la serie sui post-ace-point-game (presentate in maniera completa su 501 Essential Problems) chiarisce
un intera fase del gioco sulla quale la maggior parte di noi e' stata solo in grado di fare congetture. Questo e' utile.
Pensi la popolarita' del backgammon sta attraversando una fase di crescita? Se si, come la misuri?
E cosa si potrebbe fare per renderlo ancora piu' popolare?
Non so. Ma GammonVillage sta aiutando molto.
Nella finale del Super Jackpot a Monte Carlo ai 13 punti, sul punteggio di 12 pari (DMP), hai offerto a Nojibullah
Sallamzy la possibilita' di dividere o livellare il montepremi. E' un gesto cavalleresco o solo una questione di denaro?
Il titolo contava qualcosa per te?
Normalmente non chiedo un aggiustamento del montepremi, ma in questo caso la differenza di $70,000 tra il primo e il
secondo posto mi sembrava una cifra ridicola da scommettere su un punto. Io gliel'ho chiesto e lui ha rifiutato.
Ben per lui, ho commesso un errore alla fine e perso la partita.
Nessun giocatore ha l'obligo di livellare il montepremi. In certi casi ha senso per tutti e due I giocatori in altri no.
Non so perche' lui abbia rifiutato comunque non ha importanza. Ero pronto a giocare.
Mi importava del titolo? Certo, ma probabilmente non piu' dei $70,000 extra. La cosa bella e' che ci sono molti tornei
ogni anno.
Grazie per l'intervista.
Grazie a voi!
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Intervista rilasciata a Michael Strato il 13.10.2001
© 2002 by GammonVillage: è vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti di questa intervista. |
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