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| Intervista con Gianni Baldo (prima parte) |
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| [ Indice interviste > Gianni Baldo (prima parte) ] |
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| Gianni Baldo (prima parte) |
Intervista rilasciata a Roberto Gobbo il 11.02.2002
© 2002 Backgammon.it: è vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti di questo sito. |
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Presentazione
Gianni Baldo è Fondatore e Presidente dell'IBA (Iper Backgammon Association ) dal 1999 e in questa veste presiede anche il Comitato Organizzatore di diversi tornei internazionali tra cui la "Milano Master Cup" ed il "Torino Olympic City".
Gianni si dedica anche all'attività agonistica con buoni risultati: tra vari trofei si è aggiudicato l'anno scorso il titolo PRO-AM IBA nella categoria Professional ed attualmente è al secondo posto nel Rating Nazionale.
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Ciao Gianni, un ringraziamento particolare da tutto lo staff di Backgammon.it per averci concesso la tua disponibilità ad intervenire.
Gianni: è un intervento che faccio con molto piacere perché Backgammon.it sta davvero diventando il portale del Backgammon italiano: so che sono sempre più numerosi gli appassionati che vi seguono e quindi sono io che vi ringrazio per avermi offerto quest'occasione di disporre dell'attenzione di tanti giocatori, dirigenti e simpatizzanti di questo meraviglioso gioco.
La realtà dell'IBA, di cui sei il Presidente, è relativamente giovane, ma le basi che avete posto sembrano piuttosto solide e personalmente ritengo stiate facendo un buon lavoro. Raccontaci come è nata IBA e come si è sviluppata in te l'idea di occuparti del backgammon.
Gianni: sono molto contento che anche Backgammon.it stia apprezzando la nostra opera di diffusione del Backgammon e il tentativo di organizzarlo in maniera organica nel nostro Paese, trasformandolo in un vero gioco-sport. Si tratta di un traguardo impegnativo con mille risvolti e problematiche da affrontare quotidianamente, come in questi giorni in cui stiamo promuovendo il nostro "Torino Olympic City". Ti dirò che effettivamente ci stiamo consolidando, ormai i tesserati si avvicinano ai 250 e non posso lamentarmi del lavoro fatto, tenuto conto che si tratta di un hobby al quale tutti noi prestiamo attenzione nei ritagli del tempo libero. Non dobbiamo tuttavia perdere l'umiltà degli inizi quando partimmo in 6 e alla prima giornata di Campionato eravamo in 4 perché due erano malati!
L'IBA ha ancora tutta una serie di limiti organizzativi, che potranno essere colmati solo col tempo e con l'apporto di nuovi dirigenti, che stiamo cercando faticosamente di creare. Non è semplice, perché richiediamo una notevole professionalità, ma per il momento, essendo ancora un'Associazione povera, non siamo in grado di ripagarli altro che con la gratificazione del lavoro ben fatto. Comunque siamo fiduciosi che qualcosa si stia muovendo e che l'amore per questo gioco spinga altri giocatori a dedicare un po' del loro tempo anche agli aspetti organizzativi.
Venendo alla tua domanda posso dirti che il gioco, lo sport e la competizione mi sono sempre piaciuti sin da bambino. Avevo 10 anni e organizzavo i tornei di calcio e le gare di atletica convincendo le mamme a lasciar partecipare i loro figli. Il Backgammon l'ho scoperto tanti anni fa grazie ad un articolo su Capital, ci ho giocato con la ragazza come capita a molti, per puro svago, ma è stato subito amore a prima vista. Non so se sia il gioco più bello del mondo, ma sfido chiunque a dimostrarmi che ne esiste uno più divertente. Intelligentemente divertente. Sono un accanito giocatore di Backgammon, non mi stanco mai, pensa che con l'amico Carlo Faccio una volta siamo andati avanti 36 ore di seguito. Ma il Backgammon non è solo divertimento, c'è una filosofia di vita che lo attraversa e gli Egizi, di cui sono un appassionato studioso dilettante, lo avevano capito.
L'IBA è nata un po' per destino, un po' per caso. Giocavo, assieme ad altri Fondatori come Antonio Sacchiero, Roberto Verna e Alessandro Tonelli, presso il club WBF di Milano diretto da Marco Fornasir, di cui ho letto la tua intervista e che credo fra l'altro fosse l'autore di quell'articolo su Capital, anche se ora non ricordo con esattezza. Non posso assolutamente dire che ci trovavamo male. Marco è una persona gentile e intelligente e anche molto competente. Lo sbaglio che ha fatto, ammesso che di uno sbaglio si sia trattato, è stato di non prestare la giusta attenzione alle sollecitazioni che più volte gli avevamo fatto, tese ad allungare il punteggio delle partite. Per chi come me ama un Backgammon serio, ad alto livello è indubbio che partite ai 3 punti sono assolutamente insufficienti. Quella è una cosa che può andare bene per avvicinare dei neofiti, anche se poi, pure in questo, noi abbiamo dimostrato di essere in grado di creare nuovi forti giocatori, facendoli subito partire con un lungo punteggio-partita.
Comunque per tagliare corto, essendo una persona abituata a realizzare le cose, un bel giorno ho telefonato ad Antonio Sacchiero, un personaggio di notevole cultura con il quale c'è sempre stata una comune visione intellettuale e abbiamo fondato l'IBA. Per Statuto abbiamo inserito il vincolo del punteggio ad un minimo di 13 punti e solo dopo molto tempo abbiamo acconsentito di far disputare partite ai 7, ma unicamente per una nostra competizione di minor importanza. Dunque l'IBA è nata un po' per destino, l'amore per il gioco, la cultura e la competizione, e un po' per caso, perché forse, se ci avessero fatto giocare ad un punteggio più lungo, non saremmo qui a parlarne.
Ho notato che poco alla volta state raccogliendo diverse adesioni da tutta Italia ed avete aperto diverse sezioni IBA: quali sono le difficoltà principali che incontrate nell'apertura di una nuova sezione? Che consigli date ai relativi responsabili (commissioner) per aiutare il formarsi di un gruppo di giocatori che partecipino attivamente alla vita della sezione?
Gianni: guarda, sono solito dire che al di là delle indubbie capacità dei dirigenti che vi si sono dedicati, l'IBA, fino ad ora almeno, ha avuto molta fortuna. Raramente, anche nella mia vita imprenditoriale, ho visto un susseguirsi così continuo di successi e circostanze fortunate.
Evidentemente l'IBA è nata sotto una buona stella. Speriamo continui. Attualmente abbiamo raggiunto il numero di 15 sezioni sparse un po' in tutta Italia, dal nord al sud, e comprendenti quasi tutte le più importanti città italiane. Stiamo adoperandoci per aprire due nuove sezioni anche nelle isole e nel corso del mio secondo mandato, se sarò rieletto, intendo portare l'IBA in Europa, dove abbiamo già contatti interessanti con Parigi ed Atene.
Non invidio l'amico Aldo Fava, che da poco ricopre l'importante carica di Direttore Sportivo, che dovrà occuparsi di gestire questa macchina e che si troverà ad affrontare problematiche complesse per affinarne le potenzialità, ma credo di avergli affidato una fuoriserie che viaggia veloce.
Le difficoltà nell'apertura di una nuova sezione sono paradossalmente legate al rigore del nostro Statuto e del nostro Regolamento. Occorrono infatti 6 soci disposti a disputare la nostra principale manifestazione: il Campionato di Lega, e si tratta di un confronto ad alto livello, divertentissimo, ma impegnativo. Non tutti sono disponibili ad impegnarsi a giocare regolarmente tutte le settimane e per di più match ai 15 punti, sempre molto tirati. L'IBA sin dall'inizio si è posizionata su un segmento di élite: è l'Associazione dei top-player. Questo può essere un ostacolo in più per lo sviluppo del gruppo, ma questa è l'IBA. Come dice bene Mauro Soster è "un gioco nel gioco": riuscire a raggiungere il successo senza mai venir meno ai principi dei Fondatori.
Il lavoro dei nostri Commissioner, che sono poi secondo me l'anima principale della nostra realtà, consiste innanzitutto nel motivare i giocatori e far loro capire che nel nostro ambito possono migliorare concretamente e in tempi relativamente brevi, il loro livello tecnico. La vita della sezione è ovviamente incentrata sul Campionato, ma non si limita a quello. Organizziamo seminari di tecnica del gioco, gare basate su quiz in cui si analizzano particolari situazioni di gioco e che vengono vinte da chi abbia perso la minima quantità di equità con Snowie. Infine essendo un'Associazione culturale regolarmente registrata al Ministero delle Finanze, abbiamo allestito una biblioteca con più di trenta pubblicazioni a disposizione di tutti i soci che desiderino approfondire varie tematiche.
E' stata pubblicata la seconda parte dell'intervista se vuoi leggerla clicca qui
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Intervista rilasciata a Roberto Gobbo il 11.02.2002
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